SUPERCOLLA
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SUPERCOLLA
SUPERCOLLA
SUPERCOLLA

Nuova formula rinforzata
per ogni tipo di modernità.

A cura di Guido Musante
e Maria Chiara Valacchi.

Galleria Martina Simeti
Via Tortona 4, Milano
09 — 19 Aprile 2019
Opening 08 Aprile, h19.00

L'ultimo secolo anni ci ha lasciato in eredità il paradigma del moderno: rivoluzionario rispetto alle stagioni precedenti, ma finora impossibile da sostituire. Supercolla si cimenta così con un caso oggettivo e clamoroso di “rottura del moderno”: la perdita imprevista di funzionalità di un oggetto d'uso e di serie assunto a icona, se non a sinonimo stesso, di “design moderno”. La sedia Superleggera, progettata da Gio Ponti nel 1955.

Supercolla si avvale di 30 Superleggere collassate provenienti dal ristorante-fioreria Potafiori di Milano: luogo a forte carica emozionale, che ha indotto a utilizzi intensivi e spesso fuori dagli schemi delle sedie. Quanto non accaduto quando Ponti la gettò dal quarto piano della sede Cassina – come riferiscono le mitiche cronache dell'epoca – è stato dunque indotto oggi dagli usi, evolutisi in 50 anni ben più delle forme.

Questi semi-readymade, sospesi tra uso e non-uso (dunque tra arte e design?), sono stati così affidati per la “riparazione” a designer e artisti, liberi di oscillare tra istinti di conservazione e tentazioni iconoclaste. In questo senso, “la rottura” non viene vista come un deficit da recuperare, ma al contrario come possibilità di valorizzazione dell'oggetto: un po' come nel kintsugi, la tecnica giapponese del “riparare con l'oro”.

Il grande “readymade collettivo” messo in mostra da Supercolla, frutto della “autorialità plurale” di 31 interpreti, punta anche a rappresentare quella tendenza al distaccamento dalla figura del “maestro” moderno che forse è davvero la cifra comune delle ultime tre generazioni. Dunque: 31 autori per 30 sedie. Ma non è un errore: Supercolla è in fondo anche un po' un gioco, e qualcuno alla fine resta sempre in piedi.

Tre generazioni di designer e artisti si confrontano nella riparazione della sedia più iconica del design italiano.

AMeBE Antonio Scarponi Benni Bosetto Chi Chi No design Clino Trini Castelli Didier Faustino Ducati Monroe Elastico Emmanuel Gallina Ettore Favini
Flavio Favelli Francesco Faccin Francesco Simeti Francisco Gomez Paz Giulio Iacchetti Gordon Guillaumer Guendalina Cerutti Kings JoeVelluto Lorenzo Damiani
Massimiliano Adami Matteo Nasini Matteo Zorzenoni Patrick Tuttofuoco Pavani & Terraroli Piero Lissoni Pietro Corraini Riccardo Beretta Sylvie Auvray Vedovamazzei Zaven